ATTUALITA' SCUOLA

INCONTRO CON LORIS GIURIATTI

Lorenzo Crestani

Il 24 settembre, nell’ Aula Magna “Piero Calamandrei”, alcune classi dell’ITET “Luigi Einaudi” hanno partecipato all’incontro con Loris Giuriatti, autore de “L’angelo del Grappa” e “La perla del Brenta”. Durante l’incontro , l’autore ha tenuto un coinvolgente e brillante discorso sulla situazione dell’Italia e sull’umore degli italiani a seguito della prima guerra mondiale…

Giuriatti ha sottolineato lo stato d’entusiasmo dei soldati italiani, incaricati di combattere sul fronte in cima al monte Grappa, all’arrivo della notizia che la guerra era stata vinta e che l’Austria aveva firmato la resa. Tornarono tutti felici a casa, convinti di ritrovare la casa e la famiglia che avevano lasciato al momento della partenza: purtroppo, la maggior parte di loro non trovò altro che le macerie del proprio villaggio e la propria famiglia sfollata. Di fronte alla disastrosa povertà del dopoguerra, i soldati italiani in congedo iniziarono a chiedere cibo al fronte, dove ve ne era effettivamente in abbondanza, ma questo veniva negato dai loro stessi ex commilitoni.

Ed è proprio rifacendosi a queste cause che Giuriatti ha ricordato come: “[…] In questo periodo nasce la figura del recuperante, una persona, principalmente bambini, che andavano nei terreni dove hanno avuto luogo i conflitti a recuperare rottami metallici per rivenderli e potersi ricostruire una casa e una vita.

Ovviamente in una situazione del genere, qualsiasi persona che abbia visto i propri compagni cadere e a cui viene negato l’aiuto, inizia a provare rabbia e rancore. E qui l’autore continua con una piccola riflessione sulla sensazione delle persone ed una serie di domande ai presenti, fra cui:

Se arrivasse un leader che vi propone di ottenere la risoluzione di tutti i vostri problemi, lo votereste? Si? Allora siete fascisti!!!

Giuriatti si collega al tema dell’ ascesa del Fascismo, dimostrando quanto Mussolini fosse un bravo propagandista in grado di sfruttare i problemi della popolazione quali cavalli di battaglia per la sua campagna elettorale, dando però al discorso un taglio mai banale. Durante l’incontro, l’autore è infatti riuscito a raccontare la storia con cognizione di causa e non secondo gli stereotipi attuali, sottolineando come non esistano il bene ed il male assoluto, ma soltanto i punti di vista in base alla situazione delle persone. Infatti, come ricorda Giuriatti, Mussolini inizialmente si dedicò anche a curare gli interessi nazionali in maniera concreta, impegnandosi nella risoluzione di alcuni storici problemi italiani: dalla bonifica delle paludi, della Padania, quanto quelle del Mezzogiorno, alla valorizzazione, poi diventata un vero e proprio culto per lo sport. Naturalmente il potere assoluto accentrato nelle mani della persona scatenò quel delirio di onnipotenza, che lo portò ad abbandonare alcune scelte positive inizialmente perseguite, complici i metodi squadristi e antidemocratici da lui sempre caldeggiati. Non si può tuttavia negare, come evidenziato dall’autore, che il Fascismo fu una risposta, seppure sbagliata, ai tanti problemi e bisogni della popolazione italiana di allora, che per paura o per volontà di riscatto, vi aderì.

D’altro canto c’è anche chi fece la differenza, come Ettore Viola, ex capitano degli arditi e poi generale che, non essendosi tesserato al Partito Nazionale Fascista, venne convocato dal Duce a Palazzo Venezia. Le cronache narrano che alla domanda: “Perché non hai fatto la tessera del PNF?”, Viola rispose coraggiosamente: “Ho già fatto quella della bocciofila, non vorrei confondermi”. Da questo si può evincere anche quanto gli uomini di quel tempo fossero forti caratterialmente, essendo disposti ad abbandonare la propria vita, per difendere la Patria.

Lo scrittore ha successivamente trattato un argomento che ancor oggi è divisivo: i partigiani che, come ricordato, non erano il bene assoluto tanto quanto i fascisti non ne erano il male. In entrambi gli schieramenti vi erano eroi, antieroi ed approfittatori. Il fenomeno ha inizio da prima della seconda guerra mondiale ma il picco di massima, lo si ha con la fondazione della repubblica di Salò e con l’approdo degli alleati in Italia, che diedero coraggio alla popolazione, la quale organizzò su punti strategici, come il monte Grappa, delle forze di ribellione per respingere i tedeschi e le forze fasciste ancora fedeli al Duce e al Reich. Fra i partigiani. Se vi fu comunque qualcuno che diede battaglia per la libertà italiana, non vi è alcun dubbio sul fatto che questi fossero proprio i partigiani, fra i cui membri non c’erano soltanto contadini, ma anche persone istruite come Lodovico Todesco, medico caduto durante il Rastrellamento del Grappa.

Visto il fallimento del rastrellamento del Grappa, per riacquistare credibilità, i tedeschi emanarono un comunicato con cui promettevano la grazia ai partigiani che si sarebbero consegnati. Coloro che si consegnarono, vennero condannati a morte, 30 persone impiccate e 1 strozzato a mano dal comandante Tausch. Il comandante, a seguito della resa tedesca, scappò in patria, dove cambiò identità, fino a quando, dopo 60 anni venne ritrovato da alcuni giornalisti che conducevano un’inchiesta per Il Corriere della Sera.

Dopo l’ottenimento dell’estradizione, richiesta da parte italiana, l’ex ufficiale nazista venne trovato morto, con il classico colpo in fronte, lasciando un messaggio: ”Sono stanco di essere perseguitato”, dimostrando che in tutti quegli anni non si era mai liberato da chi lo aveva giorno dopo giorno torturato: la sua coscienza.

Un altro esempio riportato fu quello del lago di Braies dove alcuni ufficiali delle SS portarono in un hotel abbandonato alcuni personaggi illustri, usandoli come ostaggio per ottenere la grazia, ma resisi conto di essere arrivati a fine corsa, abbandonarono ogni speranza rilasciando gli ostaggi, ammettendo che troppo sangue era stato versato. Da questo esempio si può comprendere come sia presente il bene nel male ed il male nel bene, per questo motivo bisogna guardare alla storia con cognizione di causa, analizzando da un punto di vista contestualizzato nel periodo preso in considerazione e non dal punto di vista attuale.

Loris Giuriatti, coinvolgendo i presenti, è riuscito a spiegare, in maniera brillante e appassionata, come la storia sia attuale, ma soprattutto umana, con tutti i pregi e i difetti, le grandi opere e gli orrori che gli esseri umani hanno commesso.

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