ATTUALITA' LETTERE ALLA REDAZIONE SCUOLA

2010/2011-2020/2021: Il Pelapatate visto dai suoi storici collaboratori

In occasione dei dieci anni dalla nascita del nostro progetto – e della ricorrenza di un anno dal suo sbarco online – riportiamo di seguito le riflessione dei nostri storici collaboratori, che ringraziamo di cuore per la disponibilità ed il tempo che ci dedicano ogni giorno.
La Redazione

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Riportiamo di seguito la riflessione trasmessaci dalla prof.ssa Annamaria Faccio, docente-guida della nostra Redazione e nostra preziosa memoria storica, seguendo il progetto sin dalla sua fondazione:

Andrea, il nostro caporedattore, il primo che non ho dovuto “inseguire” per ricordargli le scadenze ;), mi pone una domanda non banale. Che cosa è per me Il Pelapatate dopo tutti questi anni, dopo averlo visto nascere? Provo a rispondere con 5 parole. Il Pelapatate è ancora per me oggi tutto questo!

Il Pelapatate è Scoperta. Scoperta di sé, perché scrivere è un percorso interiore. Sono orgogliosa di aver contribuito a far emergere competenze inaspettate, molto gratificanti per i redattori che hanno poca autostima, e per noi docenti che crediamo in loro e li invitiamo a provarci sempre.

Il Pelapatate è Sfida. Una sfida che devo rinnovare ogni anno, soprattutto quando escono i grandi e si riparte con i “piccoli” per riformare una squadra, sempre però con l’obiettivo di migliorarsi, di organizzarsi efficacemente, di essere innovativi, per tentare di incuriosire e far riflettere noi stessi e i lettori.

Il Pelapatate è Attesa. Ho imparato, un po’ per volta, come insegnante e come persona, a dare fiducia, ad avere pazienza, ad aspettare i frutti dopo avere seminato. Non è sempre stato facile saper aspettare perché, purtroppo o per fortuna, le mie aspettative sono sempre alte!

Il Pelapatate è Ricchezza. Sono sicura che molti di coloro che son passati per la nostra redazione, ne sono usciti ricchi: ricchi di esperienze, almeno per essersi messi alla prova, non importa se scrivendo o disegnando o impaginando, tanto o solo una volta, non importa.. Una ricchezza che rimane e cambia la persona.

Il Pelapatate è sicuramente Affetto. La redazione non è un’aula, nessuno insegna, non c’è docente non c’è alunno, c’è solo scambio di pensieri, di capacità e di aspirazioni praticamente tra pari, nessuno giudica, non ci sono voti, si corregge per imparare. Un luogo ideale per costruire insieme, per stare tra e con i ragazzi, per divertirsi, per diventare anche cari amici e per esserlo ancora oggi.

Prof.ssa Annamaria Faccio

“Io penso che Il Pelapatate sia uno dei progetti storici dell’Einaudi, un progetto che ha riunito tante menti e che ora più che mai tiene uniti noi ragazzi e ragazze in un obbiettivo comune, quello di portare contenuti che possano piacere a noi e ai nostri compagni”

CARLOTTA ZANOTTO, SCRITTRICE E TECNICA DE “IL PELAPATATE”

Di seguito la riflessione della prof.ssa Francesca Cannatà, nostra rassicurante mentore e grande innovatrice dalle mille idee:

Cosa è per me Il Pelapatate? Uno scrigno prezioso ed allo stesso tempo una sfida continua fatta di ricerca, di scambio, di condivisione, d’incontri reali e virtuali.
Nella redazione de Il Pelapatate, studenti e studentesse di ogni età sperimentano non solo la magia della scrittura ma anche il piacere di lavorare insieme, di guardare il mondo e d’interpretarlo con gli occhi puri ed attenti che solo i giovani possiedono.
E’ per me una gioia ed un onore farne parte!

prof.ssa Francesca Cannatà

“Cosa significa per me Il Pelapatate? È un’esperienza davvero edificante, che ti mette a contatto con altri studenti accomunati dalla tua stessa passione per la scrittura e ti permette di scrivere articoli che leggeranno persone della tua stessa età. Il Pelapatate è un ambiente davvero unico, che ti fa sentire a casa perché i compagni hanno le tue stesse passioni e le professoresse non sono lì per giudicarti, ma solamente per sostenerti”

LORENZO PIETRO PADOAN, SCRITTORE DE “IL PELAPATATE”

Condividamo di seguito la riflessione del prof. Giovanni Bortolamai, Vice-Preside del nostro Istituto, che non ha solo accompagnato Il Pelapatate in questi anni, bensì è fra gli artefici della sua nascita:

Quest’anno ricorrono ben due anniversari : il decimo anno dell’esistenza del giornalino scolastico e un anno dalla nascita della versione on line.
In un modo apparentemente banale e superficiale in queste ultime settimane mi sono inaspettatamente chiesto : “Ma… se dieci anni fa , alla richiesta determinata di uno studente di poter realizzare un suo sogno, il giornalino d’istituto, mi fossi opposto? Che ne sarebbe stato?
Semplicemente e probabilmente non si sarebbe realizzato o almeno non  in questo modo.
Non è, credo, da me ostacolare simili progetti proposti dagli studenti, visto anche l’arduo compito e  ruolo che i vari dirigenti mi hanno affidato e richiesto nel tempo: “essere un punto di riferimento nella scuola per gli studenti e sostenere, realizzare i loro progetti e tutte le iniziative inerenti“.
A me veniva affidato il compito di valorizzare le persone e soprattutto voi ragazzi.

Nella vita a volte bastano dei semplici e umili per dare la possibilità di crescere, maturare e mettere a frutto i propri talenti o di scoprirli.
Un semplice No può bloccare e fermare da parte degli altri un desiderio interiore di rischiare, di mettersi in gioco e di autostimarsi.

In questi anni abbiamo avuto tante difficoltà che non sto qui ad elencare ma non abbiamo mai mollato grazie anche alla perseveranza di alcuni docenti che hanno scommesso su questo progetto, anzi no, hanno scommesso su di voi.
Chi avrebbe mai pensato che il giornalino un giorno sarebbe diventato un pilastro nella nostra scuola, un punto di riferimento e che avrebbe avuto un proprio sito online?

In tutto questo il mio contributo pratico è stato marginale ma la soddisfazione immensa. I meriti non contano, ma conta che qualcuno che non avrebbe mai pensato di scrivere l’abbia fatto, che qualcuno abbia capito che bisogna aprire la mente e non farsi scivolare gli eventi addosso ma analizzarli e affrontarli, che qualcuno abbia capito di avere dei pensieri e dei sentimenti e delle reazioni da poter esternare con libertà ed equilibrio, che qualcuno abbia capito che il saper disegnare poteva valorizzare se stesso e il giornalino con la copertina. e che qualcun altro abbia capito infine che le proprie propensioni informatiche potevano contribuire a gestire l’organizzazione del Pelapatate e tanto altro.
Beh diamo per scontato tutto questo? No, per me questi sono dei piccoli miracoli.

Caro Andrea e cari ragazzi, se qualcuno va a leggere Il Pelapatate si renderà conto “che è ben fatto” e si deve rendere conto che è ben fatto da Voi, ovviamente con il pezioso sostegno di alcuni docenti che sono stati degli angeli custodi.

Concludo con quest’ultimo pensiero. La soddisfazione e il sogno più grande per un animatore/educatore adulto responsabile di un progetto  è  constatare quello che si è realizzato pian piano in questi anni e soprattutto a mio parere negli ultimi due, nonostante la pandemia del Covid: vedere che il gruppo Il Pelapatate, guidato dai propri capo-redattori, sia diventato autonomo e si sia gestito approffittando della presenza dei docenti per un confronto vero, per affidarsi, per acquisire maggior sicurezza e per agire in piena libertà.
E questo è un pensiero che rivolgo a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno contribuito a realizzare questo piccolo, grande successo: IL PELAPATATE!

Prof. Giovanni Bortolamai

Il Pelapatate ha un ruolo importante a scuola perché è un insieme di persone quasi coetanee che esprimono il loro pensiero riguardo ad argomenti che fanno riflettere.
Questo progetto va avanti da tempo, quindi appassiona noi studenti e ciò che posso augurare è che duri molto a lungo, anche per i futuri studenti perché possano anche loro esprimere i loro pensieri in modo originale.”

GIORGIA MUNARI, SCRITTRICE DE “IL PELAPATATE”

Pubblichiamo quanto trasmessoci dalla prof.ssa Grazia Marabello, Vice-Preside del nostro Istituto, che ringraziamo per la passione, la cortesia e la disponibilità che da sempre ci dimostra:

Quando Andrea mi ha chiesto quale significato avesse Il Pelapatate per il nostro Istituto, non sono riuscita a trovare subito una risposta univoca e determinata, è difficile circoscrivere le molteplici suggestioni e i ricordi legati alla lettura del nostro giornalino.
Poi mi sono resa conto che ciò che più di tutto è rimasto in me dei vostri primi dieci anni di storia è la passione.
Sì, ci vuole decisamente passione per aver voglia di continuare, numero dopo numero, a raccontare, ad interrogarsi sulle cause di un avvenimento, a sperimentare nuove forme di comunicazione e anche per inventare nuovi cruciverba. 😁
Questo per me èIl Pelapatate: un luogo in cui gli studenti possono mettersi in gioco partendo da una loro passione (scrittura, disegno, grafica, fotografia,…) e sperimentare lo sviluppo della loro personalità grazie, anche, alle relazioni che si costruiscono all’interno della redazione.

Prof.ssa Grazia Marabello

“Credo che Il Pelapatate sia uno strumento attraverso il quale ogni studente può dare voce ai propri pensieri e idee in modo che vengano rese pubbliche enon rimangano solo nella propria testa.
E’ un bellissimo modo per leggere e confrontarsi con punti di vista differenti e riuscire a imparare a scrivere. anche grazie a pareri esterni, uscendo così dalla propria comfort zone.”

GIORGIA ANGELICA FERRONATO, SCRITTRICE DE “IL PELAPATATE”

E per ultima, ma non ultima, riportiamo il pensiero della nostra Dirigente, la Dott.ssa Laura Biancato, che sin dai suoi primi giorni nel nostro Istituto, ha dimostrato un interesse ed un entusiasmo nei confronti del nostro progetto che apprezziamo:

“Fare o non fare, non c’è provare” – maestro Yoda, da “Star Wars”

Avete presente la famosa frase del maestro Yoda a Luke Skywalker, in Star Wars? No… ? 
Allora potreste rivedere questo frammento, che per tanti rappresenta un cult: https://www.youtube.com/watch?v=OnmhP-Irbhs
Nella vita, ogni risultato che si vuole perseguire inizia con una decisione: eliminare la parola “provare” dal proprio vocabolario
Sembra paradossale, vero? Eppure, se ci pensiamo senza preconcetti, ha ragione Yoda. Fare o non fare, è questa la scelta. I risultati non ci piovono addosso senza fatica, e mettersi nelle condizioni mentali di “provare” solamente, ci fa abbassare le aspettative, e così anche la tensione verso un buon risultato.
Cosa c’entra Yoda con Il Pelapatate, vi starete chiedendo… 
Fare, non provare” è il motto che emerge dal giornale della nostra scuola, anche se la redazione lo scoprirà ora, leggendo queste righe. 
Qualcuno, molti anni fa, ha deciso che bisognava FARE, non solo provare, ed è nato il giornale. Lo spirito che anima la redazione è ancora quello, e io l’ho notato subito, appena arrivata all’Einaudi.

Professionalmente per me questo è un anno di ricorrenze importanti. Festeggio le nozze d’argento con il ruolo di preside, in una scuola bellissima, l’Einaudi, della quale quest’anno ricorre il 50° anniversario dalla fondazione. 
E in questo Istituto, “Il Pelapatate”, il nostro magazine da un anno online, compie 10 anni
Conoscevo Il Pelapatate in versione cartacea prima di arrivare come dirigente all’Einaudi, ne ho alcuni numeri a casa. Ero già stata colpita, da “esterna” alla scuola, dalla qualità degli articoli e dalle proposte del giornalino. Da preside, adesso, mi sento davvero orgogliosa di questo progetto. 
Nell’ultimo anno credo si sia fatto un vero salto di qualità, forse complice la necessità di contrastare un certo isolamento in cui la pandemia ci ha costretto. 
Il Pelapatate è un vero magazine online, che ha la potenza di raggiungere molte persone in pochissimo tempo, la bellezza di una grafica pulita, giovane ed accattivante, e la freschezza delle idee di una redazione fortissima ed appassionata.
Ecco perchè credo sia importante. Ci unisce attorno a riflessioni di altissimo livello, e lo fa in modo discreto, ma puntuale e motivante.
E’ un progetto che invita tutti noi (studenti, famiglie e personale) a sentirci parte di una grande comunità scolastica.
Conto che si possa celebrare la ricorrenza del 10° anniversario, prima possibile, come il giornale merita.
E mi auguro non venga mai meno, negli anni futuri, la forza di mantenerlo vivo e vivace, com’è ora.

Laura Biancato
Dirigente Scolastica

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