Di Ali Dorbani
l Pelapatate ha intervistato la prof.ssa Giovanella Cabion, responsabile del percorso quadriennale e della formazione 4+2, per avere una descrizione dettagliata di questa particolarità all’interno dell’indirizzo economico dell’ITET L. Einaudi.
Qual è l’obiettivo principale di questo nuovo percorso di studi e da quale esigenza nasce?
L’obiettivo è formare figure professionali capaci di gestire la transizione verso l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile. Nasce dall’esigenza di allineare l’istruzione tecnica alle sfide globali (Agenda 2030 ONU) e alle specificità del territorio vicentino (riconoscimento UNESCO del Monte Grappa), colmando il gap tra competenze scolastiche e richieste del mercato del lavoro “green”.
In cosa si differenzia, a livello concreto, rispetto al percorso scolastico tradizionale attuale?
A livello concreto, le differenze principali sono:
Durata: quattro anni invece di cinque.
Settimana corta potenziata: 36 ore settimanali (anziché le classiche 32), di cui quattro svolte online.
Spazi: superamento della “classe fissa” a favore di aule tematiche e laboratori (Corridoio STEAM).
Tecnologia: uso pervasivo di device individuali e piattaforme cloud (Moodle/Google) per il blended learning.
Il modello 4+2 rappresenta un cambiamento importante: come è strutturata questa divisione e quali competenze si sviluppano nelle diverse fasi?
In generale, il modello “4+2” prevedequattro anni focalizzati sul raggiungimento del diploma tecnico con un forte potenziamento STEM e linguistico (CLIL) più due anni che rappresentano il proseguimento naturale verso gli ITS (Istituti Tecnici Superiori), per un’alta specializzazione tecnologica, sebbene il diploma consenta anche l’accesso all’università.
Che tipo di approccio didattico viene adottato in questo percorso? È previsto un maggiore collegamento tra teoria e pratica?
L’approccio è fortemente laboratoriale. Si passa dalla lezione frontale a metodologie attive.
Flipped Classroom: studio autonomo dei contenuti e attività pratica in classe.
Compiti di realtà: risoluzione di problemi concreti (problem solving).
Residenzialità: percorsi con il CAI e con ITS RED che prevedono soggiorni di più giorni.
Che ruolo hanno le esperienze esterne, come stage o collaborazioni con aziende, all’interno di questo progetto?
Hanno un ruolo centrale e strutturale. Il progetto è coordinato con Confindustria e Confartigianato Vicenza e le amministrazioni locali. Sono previsti:
PCTO personalizzati sulle attitudini dello studente.
Stage e tirocini anche all’estero, per validare le competenze in contesti lavorativi reali.
Questo percorso è pensato più per l’ingresso nel mondo del lavoro o anche per il proseguimento degli studi universitari?
Il percorso è ibrido e orientativo. È pensato per fornire sia l’accesso immediato al mondo del lavoro (grazie alle competenze tecniche e soft skills), sia una solida base per le facoltà universitarie (specialmente economiche e STEM) o per i percorsi terziari ITS.
Quali sono, secondo lei, i principali vantaggi per uno studente che sceglie questo tipo di formazione?
L’ingresso anticipato nel mondo del lavoro o all’università, come avviene nel resto dell’Europa.
Il forte focus su competenze linguistiche e digitali certificate.
Lo sviluppo di competenze trasversali: public speaking, debate e capacità di lavorare in team.
Ci sono anche delle difficoltà o criticità che gli studenti devono essere pronti ad affrontare?
Gli studenti devono essere pronti a un carico orario elevato (36 ore settimanali richiedono grande capacità di gestione del tempo); autonomia (lo studio online e la flipped classroom richiedono maturità e autodisciplina); flessibilità (il continuo spostamento tra aule tematiche e l’approccio interdisciplinare rompe le abitudini della scuola media).
Come cambia il ruolo degli insegnanti all’interno di questo nuovo modello educativo?
I docenti smettono di essere soli “trasmettitori di sapere” per diventare facilitatori dell’apprendimento. Devono lavorare in team interdisciplinari, progettare moduli online e supportare lo studente come tutor nel bilancio delle competenze.
Guardando al futuro, che impatto potrebbe avere questo tipo di percorso sul sistema scolastico e sulla preparazione degli studenti?
Questo modello spinge verso una modernizzazione strutturale: trasforma la scuola in un centro di innovazione permanente che non solo istruisce, ma orienta e connette il giovane con il tessuto produttivo e internazionale, rendendo il diploma tecnico più prestigioso e attuale.
Quando è prevista l’attivazione di questo percorso e quali saranno le prime fasi della sua introduzione?
L’attivazione della prima classe sperimentale è avvenuta nell’anno scolastico 2022/2023, previa delibera degli organi collegiali nel dicembre 2021. Le prime fasi inclusero l’allestimento degli spazi (aule tematiche) e la formazione dei docenti sulle metodologie innovative. Ora siamo pronti con la classe 4AQ ad affrontare l’esame di maturità, che sarà lo stesso dell’indirizzo AFM.
Come sono organizzati concretamente i corsi, in termini di materie, orario e distribuzione tra attività teoriche e pratiche?
Le materie curvano sull’economia circolare, con potenziamento STEM (fino al 3° anno), CLIL in Economia aziendale (3° e 4° anno), lezioni in aule tematiche, laboratori nel corridoio STEAM e attività di project work interdisciplinare per unire teoria e pratica.
