SCUOLA

FAHM conquista il podio: la parola che vince.

di Mattia Lo Re

Nel panorama formativo contemporaneo, poche discipline riescono a coniugare il rigore analitico con la gestione emotiva quanto il Debate. Si tratta di una metodologia didattica strutturata in forma di confronto regolamentato tra due squadre, chiamate a sostenere e difendere tesi opposte su una determinata mozione. Non è una semplice discussione: il Debate richiede ricerca, organizzazione logica del pensiero, capacità retorica e ascolto attivo, oltre alla prontezza nel rispondere alle argomentazioni avversarie.

Quello che inizialmente sembrava un progetto scolastico come tanti altri, si è trasformato per un gruppo di studenti in un percorso di crescita umana e intellettuale, culminato in una finale conquistata e vinta con la forza del metodo e della coesione. La squadra FAHM, infatti, ha trionfato nella competizione svoltasi dal 9 al 12 aprile a Misano Adriatico, distinguendosi tra numerosi istituti partecipanti.

Il successo del team composto da Usman, Sofia, Carlotta e Tommaso non è stato frutto del caso, ma di una meticolosa applicazione del protocollo. Ogni speaker ha intrapreso un percorso di specializzazione, affinando competenze specifiche per rispondere alle esigenze dei vari round. Sotto la guida dei coach, la professoressa Pizzato e il professor Ceccato, il gruppo ha imparato a separare la performance tecnica dal coinvolgimento emotivo, utilizzando tecniche di respirazione e concentrazione per mantenere la lucidità anche sotto la pressione delle provocazioni avversarie.

Il cammino verso la finale ha costretto i ragazzi a misurarsi con scenari argomentativi complessi, dimostrando una notevole versatilità intellettuale. Le mozioni affrontate hanno spaziato su territori vastissimi: in ambito filosofico, una riflessione profonda sul senso che la morte conferisce alla vita;  in geopolitica e religione, l’analisi del finanziamento della Chiesa cattolica alla teologia della liberazione in America Latina; tra gli scenari ipotetici, un dibattito stimolante su un’eventuale invasione aliena e sul dilemma tra resa e resistenza.

Proprio il confronto con temi economici durante la semifinale ha rappresentato lo spartiacque psicologico, fornendo al team la giusta spinta per affrontare l’atto conclusivo del campionato. Uno dei tratti distintivi di questa esperienza è stata l’acquisizione della capacità di mettersi nei panni dell’altro. Il Debate impone infatti di esplorare modi di pensare opposti ai propri, anche quando non si condivide minimamente l’opinione difesa. Questo esercizio di empatia intellettuale ha permesso agli studenti di sviluppare un senso critico superiore, fondamentale non solo per i futuri colloqui universitari o per l’esame di Stato, ma anche come bagaglio per la vita quotidiana.

Sebbene la vittoria contro istituti prestigiosi sia stata fonte di grande gratificazione, il vero traguardo risiede nella trasformazione individuale dei partecipanti. Usman ha sviluppato la capacità di osservare la realtà da prospettive inedite. Sofia ha perfezionato l’organizzazione del pensiero critico. Carlotta ha scoperto una nuova consapevolezza di sé, più attiva e pronta alla risposta. Tommaso ha maturato una sicurezza nelle proprie potenzialità prima inespressa.

In conclusione, l’esperienza del Debate si è rivelata una dimostrazione concreta di come il sacrificio e il lavoro di squadra possano trasformare una posizione di partenza sfavorevole in un successo inaspettato. Come sottolineato dai docenti, il Debate non è solo una competizione, ma un’opportunità per diventare persone migliori, capaci di argomentare e pensare con libertà.

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