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La storia di un viaggio

Ho pensato a lungo a cosa scrivere come mio “debutto” ne Il Pelapatate. L’ansia di essere banale o di non essere all’altezza mi hanno portata a cercare ispirazione tra i suggerimenti di Andrea e la prima cosa che ho pensato, leggendo l’appunto “viaggi”, è stata la Sardegna. Il luogo più lontano da casa in cui io sia mai stata.

Allora, a questo luogo così diverso per me, ho voluto dedicare un articolo un po’ particolare, raccontando una storia… la storia di una ragazza spensierata e gaia che si gode gli ultimi giorni d’estate in una terra in cui mai avrebbe pensato di andare.

Buona lettura!

C’era una volta, in una casetta persa fra i monti di una valle sconosciuta, una fanciulla che di lì a poche ore sarebbe partita per un lungo viaggio verso una località lontana e misteriosa. Era così agitata e felice da non aver chiuso occhio quella notte, si alzò prima di tutti e munita di due valigie, sorriso smagliante e tachicardia, partì insieme alla sua famiglia.

Arrivarono all’aeroporto e dopo vari “Oh mio Dio” sospirati a fior di labbra per ogni cosa nuova che faceva, salì in aereo e si incollò al finestrino per tutta la durata di quel suo primo volo.

Non si fece neanche tante paranoie su un possibile guasto ai motori (anche perché pensò a tutti i modi per salvarsi la notte prima) tanto era incantata ad osservare quei numerosi soffici mondi sospesi e cercando di capire dove finiva il cielo e iniziava il mare. Anche se qualche urletto se lo permise, come quando sentì una strana sensazione di compressione alla testa e alla pancia, quando l’aereo virò a sinistra per prendere la rotta e infine quando atterrò con piccoli scossoni su quella sconosciuta isola.

E fu quando lo stomaco in subbuglio, dopo aver appoggiato i piedi a terra, la riportò alla realtà che quella ragazza della valle sperduta si rese conto di quello che l’aspettava.

Una casetta bianca tra pini marittimi dove farà lunghissime partite a carte con la cugina. Acque cristalline in cui nuoterà insieme a banchi di pesci di tutti i colori. Lunghi viaggi in macchina con un susseguirsi di molteplici paesaggi che la terranno incollata al finestrino. Mare cobalto, colline verdi, distese di erba gialla brillante, spiagge di morbida sabbia, paesini dispersi nel nulla, tutti immortalati in un cellulare che mai aveva raccolto scatti così magici e mozzafiato. Ed infine serate al tramonto in cui si renderà conto di quanto sia bello passare semplici momenti di pace con la propria famiglia ammirando una distesa blu custode di un grande insegnamento che porterà nel cuore per sempre: “Sii come le onde del mare, che pur infrangendosi contro gli scogli, hanno sempre la forza di ricominciare”.

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