di Pavel Andronachi
Introduzione
Tyler, The Creator è uno degli artisti più influenti degli ultimi anni nella scena della musica americana. Diventò famoso nel 2011 grazie al suo singolo “Yonkers”, che ha impressionato la critica per i temi violenti, aggressivi e per il music-video, che trasmette un senso di angoscia e inquietudine. Infatti vinse, nello stesso anno, il premio come Migliore Artista Musicale agli MTV Video Music Awards.
Da quel momento in poi, cominciò ad innovare la qualità della sua musica, sperimentando nuovi generi e temi, arrivando a pubblicare nel 2019 il suo sesto album in studio: IGOR.
Questo evento segnò una svolta nella carriera di Tyler, non solo dal punto di vista artistico, ma anche critico, debuttando al primo posto nella US Billboard 200, una classifica che cataloga i 200 dischi più popolari negli Stati Uniti.
Una domanda sorge spontanea: come mai l’opera ha avuto questo successo? Ma, soprattutto, chi è IGOR?
IGOR: analisi album
Innanzitutto, ciò da cui si rimane colpiti, ancora prima dell’ascolto, è la copertina dell’album: uno sfondo rosa con il volto di colore nero di Tyler, The Creator. Questa grafica riflette il minimalismo moderno puntando, soprattutto, ad un contrasto cromatico. Inoltre, nella mente dell’ascoltatore rimangono ben impresse le scritte che sono presenti nella parte bassa della copertina “ALL SONGS WRITTEN, PRODUCED AND ARRANGED BY TYLER OKONMA” cambiando la percezione di come le persone visualizzano il suo lavoro, evidenziando il fatto che non sia solo un cantante, ma anche una mente creativa. In aggiunta, pochi giorni prima del rilascio della raccolta, l’artista ha pubblicato una foto sul social media Twitter dove invitava il pubblico a godersi il disco senza distrazioni, trovare nelle canzoni delle connessioni con la propria vita e di non aspettarsi una prevalenza del genere rap.

Infatti, l’album combina una serie di generi come il neo-soul, il funk, il pop, l’R&B, con una minore presenza del hip-hop. Si trovano, inoltre, due elementi che categorizzano l’intero disco: la voce acuta e il basso sintetizzato. In primo luogo, la voce di Tyler, The Creator è profonda e lui non l’ha mai apprezzata particolarmente in quanto non riusciva a raggiungere le note alte. Proprio per evitare questo problema ha dovuto utilizzare degli effetti di alterazione vocale, noti in inglese come pitch shifting. In secondo luogo, la particolare scelta del basso riesce a creare un’atmosfera distorta e potente in grado di immergere completamente l’ascoltatore in uno strano suono.
Per quanto riguarda il tema centrale, invece, troviamo la figura di IGOR, uno dei tanti alter ego di Tyler. Il personaggio, nei music-video, è caratterizzato da una parrucca bionda con taglio a scodella, da un paio di occhiali da sole e dai vestiti colorati e sgargianti.

In questo album, si parla di una storia d’amore molto particolare, che ruota attorno al personaggio principale e la sua cotta, ma che andrà ad evolversi diventando un triangolo amoroso. Questo rapporto viene descritto attraverso le diverse fasi emotive che compongono il disco, ovvero l’innamoramento, l’ossessione e l’accettazione.
Capitolo 1: l’innamoramento
La prima delle dodici tracce del disco è “IGOR’S THEME”, un brano che presenta una collaborazione con il rapper Lil Uzi Vert ed è caratterizzato da un basso distorto che suona la nota Si bemolle per più di venti secondi. Questo rappresenta una scelta strategica in quanto cattura l’attenzione dell’ascoltatore e lo trascina nell’atmosfera cupa e distorta. Il singolo prosegue poi con un respiro affannoso, che suggerisce l’idea del protagonista in costante movimento, come se stesse correndo in città (“Riding ‘round town, they gonna feel this one”). Questo elemento non è casuale, infatti si collega a titoli e ai versi delle canzoni successive come “RUNNING OUT OF TIME”. Il brano finisce con il personaggio principale che sembra capire cosa stia succedendo (“Got my eyes open”), ma è solo un’illusione che dura poco…
Infatti, nella seconda traccia, “EARFQUAKE”, IGOR incontra un ragazzo che gli suscita delle emozioni mai percepite prima che lo distolgono totalmente dalla realtà (“your love be shakin’ me up”, “and it’s making my heart break”). L’alter ego, inoltre, spera che questa sia la relazione giusta per lui (“For real, for real this time”) e non come quelle che probabilmente ha già avuto nel passato. Un verso importante, in aggiunta, è rappresentato dal ritornello, che recita “Don’t leave it’s my fault”, evidenziando il fatto che non era la prima volta che i due si incontravano e soprattutto che il personaggio principale avesse combinato qualche errore nel passato. Proseguendo si trova la feature di Playboi Carti, la cui scelta non è casuale: il suo stile mumble rap e l’uso del gibberish (parole senza senso) servono a rappresentare il caos mentale nella testa della persona infatuata. In quel momento è talmente accecato dall’amore che non riesce più ad elaborare pensieri e l’unica frase che emerge chiaramente è “So in love”, l’unico concetto che ancora comprende.
Nel singolo successivo, “I THINK”, IGOR si rende conto di essere innamorato e di volere una relazione con il ragazzo (“I think I’ve fallen in love”, “This time I think it’s for real”). Tuttavia, non è in grado di confessarsi (“How can I tell you?”) perché ha paura che possa spaventarlo, come probabilmente è successo quando si sono incontrati per la prima volta. Di conseguenza, prova a mandare dei segnali alla sua cotta, comprandogli per esempio vari oggetti che desidera (“Waste of bread, I need your attention”; bread in questo contesto significa soldi). Alla fine della seconda strofa, si ipotizza che il protagonista abbia preso la decisione di rivelare i suoi veri sentimenti al suo amato (“How can I tell you? Take ‘em to the bridge”). Qui Tyler utilizza la parola “bridge”, indicando una double entendre (doppia chiave di lettura): da una parte il luogo dove il suo alter ego si andrà a confessare e dall’altro lato il ponte di una canzone che funge da collegamento tra strofa e ritornello.

Tuttavia, nella quarta traccia “BOYFRIEND”, IGOR decide di continuare a flirtare con lui in modo timido e di mandargli segnali. Questo lo sentiamo anche dalla voce tremula in quanto, come già spiegato, ha paura di compiere lo stesso errore e di farlo scappare. Quindi, il personaggio principale persiste nel conquistarlo comprandogli ulteriori accessori (“I done spent too much money”) e comincia ad innervosirsi, dato che la sua cotta, nonostante sappia che lui ci stia provando, non gli mostra amore e non prende una decisione (“I invested too much time”, “You need to read between the lines”, “And stop pretending this is funny”). La traccia finisce con due versi importanti che preannunciano ciò che succederà nelle tracce successive: “EXACTLY WHAT YOU RUN FROM, YOU END UP CHASING”, “THERE’S ALWAYS AN OBSTACLE” come nei singoli “PUPPET” e “A BOY IS A GUN*”
Capitolo 2: l’ossessione
Con la quinta traccia inizierà, invece, un nuovo capitolo del disco che tratterà il tema dell’ossessione. La canzone si chiama “RUNNING OUT OF TIME” e come suggerisce il titolo, IGOR sta perdendo troppo tempo per conquistare la sua cotta. Innanzitutto è a corto di idee (“I been runnin’ out of spells”) e si chiede, di conseguenza, come mai il suo amato non ricambi questo amore. A questa sua domanda risponde una voce, dichiarando che il giovane misterioso nasconde dei segreti (“Secrets”). Il primo dei due segreti consiste in una riconciliazione tra il ragazzo e la sua ex ragazza (“I need to get her out the picture”). Questo appunto rappresenta l’ostacolo citato dall’outro del singolo precedente. Il secondo mistero, invece, viene rivelato con la frase “Living in pretend”, da cui possiamo dedurre che la cotta vive con una maschera, senza rivelare la sua vera identità. Infatti, questa è una relazione omosessuale, pertanto teme il giudizio della società poiché potrebbe essere discriminato. Proprio per ciò, il protagonista vuole convincere il ragazzo a togliere la maschera che indossa e mostrare a tutti la sua vera identità (“Take your mask off”, “Stop lying to these people”, “I know the real you”). Questa canzone, infine, si collega con il ritornello precedentemente analizzato di EARFQUAKE (“Don’t leave, it’s my fault), dove riusciamo a capire che l’errore commesso dall’innamorato era l’aver provato a smascherare la vera identità del suo giovane.
Nonostante siamo già a metà album con “NEW MAGIC WAND”, non si sa ancora che scelta prenderà il ragazzo: togliere la maschera fidanzandosi con IGOR oppure indossarla e avere un rapporto con la sua ex ragazza. Questo brano comincia con un verso importante (“SOMETIMES YOU GOT TO CLOSE A DOOR TO OPEN A WINDOW”) da cui comprendiamo che il significato è quello di chiudere una relazione per farne sbocciare una nuova. Subito dopo, l’atmosfera che si crea grazie all’uso del basso e della batteria è piena di energia e con un ritmo incalzante. Nella prima strofa viene descritta la gelosia di IGOR attraverso il colore verde dei suoi occhi (“My eyes are green, I eat my veggies”) e si trasforma in gelosia estrema quando viene citato che l’unico modo per avere una relazione con il suo amato è quello di uccidere la ragazza (“I need to get out the picture”, “She’s gonna be dead, I just got a magic wand”). Proprio grazie a questo verso riusciamo a capire che NEW MAGIC WAND non è una bacchetta magica (come da traduzione letterale), bensì una pistola, teoria che verrà accreditata anche dal singolo successivo. Nel bridge, inoltre, deduciamo che il personaggio principale ha addirittura intenzione di sparare la sua cotta in caso non prenda una scelta (“You under oath, now pick a side and if you don’t”, “I’ll pick you both”). Nell’ultimo verso, infine il personaggio principale diventa pazzo, ossessivo verso il ragazzo, cominciando ad urlare frasi senza senso come “I live with no fear, except for the idea that one day you won’t be here”, “blow the whole spot” oppure “I wanna share last names, I wanna be your number one”.
Nella successiva traccia dell’opera “A BOY IS A GUN*” IGOR esprime la consapevolezza che la persona amata, pur essendo fonte di attrazione, rappresenta un pericolo emotivo capace di ferirlo profondamente (“You are so extremely dangerous”, “I know you are the worst to me”). Infatti, nella seconda strofa, l’alter ego si rende conto di non volere più essere un burattino, obbedendo alla sua cotta, e riesce ad intuire che la relazione sta diventando tossica (“Oh, you wanna go home? You better call you a cab”). Infine, nella terza strofa l’innamorato sceglie di terminare la relazione (“Stay the hell away from me”), una decisione che si rivelerà effimera nel prossimo brano, “PUPPET”.

L’ottavo singolo, “PUPPET” è la conferma degli ultimi versi della canzone “BOYFRIEND”, infatti, IGOR, mentre nella canzone precedente voleva chiudere la storia d’amore, ora comincia a rincorrere il giovane misterioso: comincia a fantasticare, ad immaginare tutte le attività che potrebbe fare con il suo ragazzo (“I wanna talk, I wanna call you and talk”, “And we ride through the park, chase the sun”) e ad offrirgli tutto ciò di cui ha bisogno, dato che lui è l’unica persona che gli porta felicità (“What do you need? Do you need bread? Do you need a hug?”). Questa parte della canzone presenta un ritmo energico, motivato. Invece, nella seconda parte il protagonista canta con una voce straziante in quanto rappresenta la realizzazione di essere diventato una marionetta. Ciò è messo in risalto soprattutto dal ritornello: “I’m your puppet you control me” “I’m your puppet I don’t know me”.
IGOR, dunque, in preda alla crisi e disperazione cerca sostegno dal suo amico Kanye West, presente come feature nell’album, poiché anche lui ha vissuto un momento simile nella sua vita. In questo momento, l’alter ego realizza che qualcosa è fuori posto e decide di cambiare radicalmente, aprendo un nuovo capitolo dedicato all’accettazione con il prossimo brano, ‘WHAT’S GOOD”.
Capitolo 3: l’accettazione
“WHAT’S GOOD” è certamente una delle canzoni di svolta del disco, dove IGOR prende consapevolezza di quello che è diventato a causa del suo amore verso il ragazzo e allontana l’ansia e la preoccupazione. È una traccia caotica, soprattutto grazie all’uso della batteria e del basso distorto, tuttavia ciò rappresenta un aspetto positivo: il protagonista comincia a riconquistare la fiducia in se stesso. Questa sicurezza la possiamo trovare in versi come “Hard to believe in God when there ain’t no mirror around”, dove si paragona a Dio, e “The car crash couldn’t take me”: se è sopravvissuto ad un incidente, la fine della relazione non può abbatterlo. Nell’outro, infine, riusciamo a notare che la persona infatuata riesce a capire che la relazione è tossica e che non porta niente di positivo per le due parti (“I see the light”).

La decima traccia è una delle più personali contenute nell’album. È divisa in due parti, la prima “GONE, GONE” e la seconda “THANK YOU”. Nella prima strofa della parte iniziale, IGOR ripensa all’inizio della storia d’amore con il ragazzo e si rende conto di essere stato talmente immerso nei suoi sentimenti che non si ricorda neanche il momento in cui si sono incontrati (“Felt like summer to my December” “Was it my August? Damn, I don’t remember).
Nella seconda strofa, invece, il personaggio principale accetta il fatto che se il ragazzo è felice con la ex ragazza, allora anche lui è contento (“I just hope to God she got good taste”).
Infine, la terza strofa ripercorre la storia d’amore dei due ragazzi, capendo che non avranno nessuna relazione amorosa (“It’s my fault you gon’ leave”) e viene usata una metafora per descrivere il loro rapporto: un ponte collegava le due persone e poi si è trasformato in un recinto a causa dell’opinione della società e successivamente è crollato quando la cotta del protagonista principale si è interessata di più alla sua ex (We had two different blueprints, but understood influence”, “You started buildin’ a bridge and turned it to a fence”, “Then my building got tore down all because of your new tenant”). Tuttavia, si rallegra negli ultimi versi dove afferma che lui a differenza della sua cotta ha vissuto nella verità e non in un mondo di bugie (“You never lived in your truth, I’m just happy I lived in it”).
La seconda parte “THANK YOU”, invece, è una lettera da parte dell’alter ego, che ringrazia il giovane per averlo sopportato (“Thank you for your mind”), per tutti i sentimenti positivi che gli ha suscitato (“Thank you for the love”, “Thank you for the joy”) e riporta il fatto che non vuole più innamorarsi di qualcuno (“But, I don’t ever wanna fall in love again”).
Nonostante questa canzone sia perfetta come finale per la storia, questa prosegue con l’undicesima traccia, facendo intuire che forse IGOR non stia dicendo la verità e che non abbia effettivamente svoltato pagina.
Infatti, è strano come nel singolo “I DON’T LOVE YOU ANYMORE” l’alter ego ribadisca che l’amore verso il ragazzo non esiste, ma la frase appare come una strategia di psicologia inversa, lasciando intendere che dentro di lui è presente ancora la speranza che la sua cotta ritorni. Tutto ciò viene accentuato dall’uso di una voce come quella di un bambino arrabbiato. Infine, quello che è stato ipotizzato viene confermato nella seconda strofa, che afferma che non sa lasciarsi alle spalle la relazione: “Uh somethin’ put my feeling in the lost and found”, “Now I’m stuck forever, and ever, and ever”.

L’ultima canzone dell’album è “ARE WE STILL FRIENDS” ed è l’ennesima conferma che il protagonista è troppo innamorato per dimenticare il ragazzo e riprendere la propria vita in mano. Tuttavia, sapendo che non avrebbe nessuna possibilità per fidanzarsi con lui, gli chiede di instaurare un rapporto di amicizia (I said are we still friends?) senza però ricevere alcuna risposta. Nella seconda strofa è presente anche una collaborazione con Pharrell Williams, che fa notare al suo amico che questa storia d’amore è come se fosse una prigione interna da cui lui non riuscirà mai ad uscire (“You power is drained so you cannot go through this walls”, “You’re caught in this matrix, don’t know where you play it”). Infine, il singolo si chiude con delle grida da parte di IGOR quasi da disperazione e di rabbia seguite da un basso che suona la nota Si bemolle. Una decisione voluta, che dimostra come la genialità di Tyler, The Creator non si limiti solo allo storytelling e alla produzione, ma anche alla creatività musicale, con la presenza di un easter egg (dettaglio nascosto). Infatti, la tonalità del brano è in Fa, questo presume che esso debba finire con la nota Fa per dare il senso di risoluzione. Tuttavia, la scelta di finire il singolo con una nota in Si bemolle connette quest’ultima traccia con la prima creando un loop musicale. Questo riflette il ciclo emotivo dell’alter ego ed inoltre, senza una vera risoluzione, la storia può essere reinterpretata invitando l’ascoltatore a risentire l’album con occhi nuovi e maggiore consapevolezza.
La conclusione
In conclusione, IGOR dimostra l’eccezionale ingegno di Tyler, capace di reinventarsi e sperimentare sonorità lontane dal rap tradizionale. Il disco ha conquistato il Grammy come Migliore Rap Album del 2020, un traguardo che però non è stato accolto senza polemiche dallo stesso artista, che ha criticato l’organizzazione di essere razzista, dato che ha classificato la sua opera nella categoria rap e urbana, nonostante il disco fosse per la maggior parte di genere pop. IGOR resta comunque un’opera originale e influente, capace di sorprendere e affascinare chi la ascolta.

