di Studenti geo/cat
“Intelligenza. Naturale. Artificiale. Collettiva”: 2 sedi, 66 nazioni partecipanti, il tutto nella meravigliosa cornice del centro storico di Venezia.
Quest’anno, alcune classi dell’indirizzo tecnologico (CAT/GEO), grazie al docente organizzatore ed accompagnatore prof. Roccasalvo, hanno avuto l’opportunità di visitare la Biennale di architettura di Venezia 2025, il cui titolo era “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva.”
La Biennale di Venezia è una delle istituzioni culturali più importanti e conosciute al mondo. È nota per le sue esposizioni legate all’arte visiva e all’architettura oltre che per il celebre Festival del Cinema. A ogni edizione, attira moltissimi visitatori desiderosi di scoprire, esplorare ed approfondire le ultime innovazioni esposte. Venne fondata nel 1895 con l’obiettivo di sostenere la ricerca e la sperimentazione, dando spazio a professionisti ed artisti provenienti da tutto il mondo e dando loro la possibilità di confrontarsi su questioni attuali e di esporre liberamente le proprie idee.
I principali spazi espositivi della biennale sono i Giardini Napoleonici e l’Arsenale. I primi ospitano i padiglioni storici di numerosi paesi, mentre l’Arsenale, posto presso uno storico complesso di cantieri navali, ospita un grande spazio in cui sono esposte installazioni e progetti legati al tema della Biennale.
Quest’anno, abbiamo avuto la possibilità di visitare la Biennale di Architettura, che ha luogo negli anni dispari. Questa edizione aveva come tema principale il rapporto tra tre forme di intelligenza: quella naturale, quella collettiva e quella artificiale. Un tema complesso che abbiamo potuto approfondire e comprendere meglio grazie all’esposizione. Il curatore di questa edizione della Biennale, l’architetto e ingegnere Carlo Ratti, ha voluto trasmettere un chiaro messaggio, ovvero che le diverse forme di intelligenza non devono essere viste come separate o in competizione tra loro, ma come risorse che, se unite, possono aiutare l’uomo nelle sfide del presente, come la lotta contro il cambiamento climatico.
Il successo di questa iniziativa è legato indissolubilmente alla profonda preparazione della guida esperta che ci ha accompagnato: Alice Montagner, alla quale va un ringraziamento speciale per la sua dedizione e passione. Sotto la sua guida attenta, non ci siamo limitati a visitare i progetti esposti, siamo stati invitati a scoprire e analizzare attivamente tutto ciò che abbiamo visto. Alice ci ha dato delle schede di studio specifiche, trasformando la nostra semplice osservazione in analisi critica. Un momento saliente dell’esperienza è stato l’affidamento di un progetto ad alcuni gruppi di noi: dopo uno studio approfondito, siamo stati chiamati a raccontare il progetto ai nostri compagni, esercitando così non solo la comprensione tecnica, ma anche la capacità espositiva e comunicativa.
Ad arricchire questa ricca esperienza, noi studenti siamo stati chiamati a redigere un “carnet de voyage”: un diario visivo e un resoconto critico-progettuale. L’ispirazione per questa aggiunta alla nostra esperienza è arrivata dal prof. Roccasalvo, che adora decostruire gli schemi predefiniti e approcciare il mondo da punti di vista non convenzionali, convinto che l’osservazione possa sempre evolvere verso una maggiore acutezza e qualità. Seguendo le indicazioni del professore, noi ragazzi abbiamo potuto trasformare l’emozione della visita in un documento di analisi accurata. La sfida ambiziosa è stata dimostrare, con un semplice schizzo o un appunto preso sul momento, di saper vedere non come semplici turisti, ma come veri e propri critici e tecnici. Inoltre, una volta tornati a scuola, abbiamo potuto esporre il contenuto dei nostri carnet e le nostre considerazioni al prof. Roccasalvo.
Concludendo, la visita alla Biennale di Venezia è stata molto più di una semplice uscita didattica. Camminare tra le esposizioni, osservare soluzioni nuove e ascoltare le idee degli architetti ci ha fatto vedere da vicino ciò che fino a quel momento avevamo visto solo nei libri.
Le esposizioni ci hanno fatto entrare pienamente nell’ottica di Carlo Ratti, facendoci vedere come le diverse tipologie di intelligenza possano intrecciarsi, invitandoci a riflettere sul futuro della nostra professione.

