di Leonardo Michele Greco
Il 10 dicembre non è una mera data: è la Giornata mondiale dei diritti umani. Noi studenti dell’ITET L. Einaudi non ci siamo limitati a commemorare questa ricorrenza simbolica, ma abbiamo deciso di trasformarla in un’esperienza collettiva di consapevolezza, partecipazione e responsabilità civile.
I trenta diritti umani, redatti dall’ONU subito dopo la Seconda guerra mondiale, non sono un elenco astratto di principi lontani nel tempo. Prendendo ispirazione dalle denunce degli illuministi e dagli avvenimenti delle guerre che li hanno preceduti, essi rappresentano ciò che rende possibile la convivenza, la dignità, la felicità collettiva e la libertà quotidiana di ciascuno. È da questa convinzione che nasce il percorso promosso dal nostro istituto, in collaborazione con la rete RTS per la pace, e costruito insieme ai rappresentanti di consulta, ai rappresentanti d’istituto, alla dirigenza, ai docenti e, naturalmente, a tutti gli studenti.
Il momento centrale della giornata è stato il flash mob nel cortile della nostra scuola: un gesto che, nella sua semplicità, racchiude un grande significato. Ogni classe si è disposta ordinatamente a formare un grande cerchio, alzando i rispettivi cartellini colorati, mentre i rappresentanti di classe – con i cartellini bianchi – si sono disposti per formare il simbolo della pace.
Ogni colore rappresentava una dimensione essenziale dei diritti umani: il giallo la conoscenza e il diritto allo studio; l’azzurro le libertà individuali; il rosso la dignità e il coraggio; il verde la cura e la speranza; il rosa la memoria delle lotte per l’uguaglianza e la parità; e il bianco – somma di tutti i colori – la forza dell’unione e la denuncia delle disuguaglianze.
Le parole della dirigente scolastica hanno dato un tono profondo alla giornata: la pace non è solo un diritto, ma anche un dovere quotidiano, frutto di scelte, ascolto, rispetto e responsabilità verso la dignità altrui.
La scuola non deve essere un ente di apprendimento passivo, limitato alla sola trasmissione di conoscenze, ma uno spazio attivo, capace di formare persone in grado di vivere collettivamente nel mondo senza distruggerlo.
Terminato il flash mob, ogni classe ha svolto una riflessione sul tema, approfondendolo attraverso la visione di alcuni video e la lettura di un regolamento redatto appositamente, che colloca i diritti umani all’interno della vita scolastica degli studenti.
Come rappresentante di consulta, e come parte del gruppo che ha organizzato questa giornata insieme agli altri rappresentanti, ritengo che il valore più grande sia stato nel metodo: nonostante la complessità dell’iniziativa, attraverso la collaborazione, siamo riusciti a costruire un momento che permettesse a tutti di comprendere l’universalità dei diritti umani, non solo come documento, ma come gesti, parole e scelte concrete.
Abbiamo scelto di mettere al centro le persone, chiedendo a ciascuno di assumersi la propria parte di responsabilità, perché i diritti umani non sono un privilegio da concedere, ma una promessa che ognuno è chiamato a mantenere ogni giorno.

