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“Buon compleanno Presidente!”

“Buon compleanno”, questo è il tweet che Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina, posta su Twitter con l’immagine del ponte di Crimea colpito e quella di Marilyn Monroe che intona appunto buon compleanno. Come per dire: il nostro regalo a Putin, per il suo compleanno.

Lo scorso 8 Ottobre un camion bomba è esploso sul ponte di Kerch, che collega la Crimea alla Russia. Con la sua lunghezza di 19 chilometri era il più esteso d’Europa e rappresentava l’unico collegamento stradale diretto tra la penisola e la regione russa di Krasnodar. Dopo l’esplosione, una delle due carreggiate è collassata e ad essere  stata danneggiata è stata anche la ferrovia sovrastante dove le fiamme hanno circondato un treno cisterna che trasportava serbatoi di carburante.

Il Ponte Kerch era un simbolo per i russi: costato 3 miliardi di dollari, è stato progettato nel 2015 dopo l’annessione della Crimea, che Putin aveva ripreso nel 2014. Il presidente russo lo ha inaugurato di persona nel 2018 dichiarando che era la prova più evidente che la penisola era sempre stata territorio della Federazione. 

Con l’inizio della guerra, il 24 febbraio scorso, il ponte è diventato la linea logistica principale per le forze armate russe che si servivano di quest’ultimo per far transitare i rifornimenti di carburante, le munizioni e le armi da distribuire su tutto il fronte. L’attacco inizialmente e’ apparso come un colpo messo a segno da Kiev, per ovvi motivi, ma  poche ore dopo si è trasformato in uno scambio di accuse tra Ucraina e Russia sulle effettive responsabilità. Infatti il consigliere del capo dell’ufficio del presidente, Mikhail Podolyak, ha considerato l’esplosione “una manifestazione del conflitto” tra le forze di sicurezza russe, in particolare “tra l’FSB da un lato, e il ministero della Difesa/Stato maggiore della Federazione Russa dall’altro”.

Molte testate giornalistiche però, come il New York Times e il Washington Post, accusano dell’atto terroristico i servizi di intelligence ucraini. Nessuno però ne ha ufficialmente rivendicato la paternità.
Anche per Putin dietro all’esplosione ci sono i servizi speciali ucraini. L’accaduto ha ovviamente un valore simbolico in quanto l’attacco arriva il giorno successivo al 70esimo compleanno del presidente russo.

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