ATTUALITA' Storia

Emmeline Pankhurst, protagonista dei diritti delle donne

Drenisa Hohxa

“Un paese che ignora il proprio ieri è un paese senza un domani”. Consci di questa affermazione del maestro Indro Montanelli (1909-2001), che è stato il più grande giornalista italiano del ‘900, il nostro giornalino scolastico ha raccolto la sfida di ricordare alcune importanti donne e uomini del passato italiano ed europeo, di cui, nel bene o nel male, non dovremmo mai dimenticarci.

Emmeline Goulden Pankhurst è nata a Manchester, in Inghilterra, il 15 luglio 1858, in una famiglia dell’alta borghesia. All’età di 7 anni circa, nella tranquilla vita di Emmeline, accadde qualcosa che divenne la miccia per far partire il suo motore, divenne il suo obiettivo primario da raggiungere a qualsiasi costo: una notte, mentre era nel suo letto, i genitori le si avvicinarono per darle la buonanotte; Emmeline era sveglia, ma non aprì gli occhi, dunque pensarono che stesse dormendo, e suo padre le sussurrò: ≪Se solo fossi un maschio!≫. Da quel momento Emmeline capì che nella società gli uomini erano più importanti delle donne, che essere donna era considerato quasi una sventura perché non avrebbe potuto fare tante delle attività professionali, politiche, sociali e personali che erano concesse agli uomini.

Nel 1879, Emmeline, all’età di 20 anni, si sposò con Richard Pankhurst. Entrambi volevano il suffragio universale e si impegnarono subito in favore dell’uguaglianza politica delle donne. Nel 1898 Richard morì accidentalmente, però Emmeline era determinata a continuare a lottare per i diritti delle donne. 

Nel 1903, insieme alle sue figlie, fondò il Women’s Social and Political Union, l’Unione sociale politica e femminile, che si prefiggeva come principale obiettivo l’estensione del suffragio alle donne. Questo gruppo organizzava incontri e teneva discorsi. Scrivevano articoli e lettere e li inviavano ai giornali e ai leader politici. Venivano chiamate “suffragette”. 

Nel 1905, le suffragette volevano più pubblicità, perciò diventarono più attive: si incatenarono ad edifici, tra cui Buckingham Palace, in modo che la gente potesse vederle. Organizzarono manifestazioni e interruppero incontri politici. Alcune suffragette erano violente: attaccavano politici e appiccavano incendi (nel 1913, una suffragetta corse incontro al cavallo del re durante una gara ippica e morì).

Emmeline Pankhurst fu arrestata ripetutamente: nel 1912 andò in prigione per ben 12 volte!

Nel 1914, iniziò la Prima Guerra Mondiale. La Gran Bretagna aveva bisogno di nuovi lavoratori, perché la maggior parte degli uomini erano in guerra. Così, per la prima volta nella storia, le donne fecero lavori che tradizionalmente erano destinati agli uomini. 

Nel 1918, dopo la guerra, il governo cambiò le leggi di voto. Alcune donne di oltre 30 anni potevano votare, ma c’erano restrizioni. Fu, comunque, un’importante vittoria; eppure ancora molte donne non avevano la possibilità di votare, pertanto la battaglia continuò.

Nel 1928, infine, il governo britannico diede uguali diritti di voto a uomini e donne. Tutti quanti sopra i 21 anni potevano votare. Purtroppo, Emmeline Pankhurst morì quell’anno… ma morì sapendo che finalmente le donne potevano votare.

“Non arrenderti. Non smettere mai di lottare.”

Emmeline Pankhurst


Crediti foto: GettyImages

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