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25 anni dopo: come l’11 settembre ha cambiato il nostro mondo

di Pavel Andronachi

Era una mattina normale come le altre nel cuore di Manhattan, quando alle ore 8:46 del 11 settembre 2001, si verificò l’inaspettato: un aereo si schiantò contro la Torre Nord del World Trade Center. Poco dopo, un altro aereo di linea cambiò rotta verso la Torre Sud, colpendola in pieno davanti agli occhi increduli dei cittadini. Si aggiunse un terzo volo, che puntò il Pentagono, e l’ultimo, che precipitò grazie ad una rivolta dei passeggeri in un campo in Pennsylvania. Stupore, paura, panico. Tutti quelli seduti davanti al televisore non credevano ai propri occhi: gli Stati Uniti, la più grande superpotenza mondiale, erano appena stati vittime di un attacco terroristico. 
Nel 2026, ricorrono 25 anni da questo tragico evento. Shock internazionale, Torri gemelle crollate, 3000 vittime e conseguenze che continuano ad essere ancora di rilievo dopo un quarto di secolo. Andiamo a vedere, allora, perchè a distanza di così tanto tempo si continui a parlare di quel giorno.

Il primo motivo riguarda la risposta immediata del governo americano, che proclamò la “guerra al terrorismo”, dando il via ad una serie di invasioni in Afghanistan e Iraq per abbattere i regimi ostili. Queste guerre però portarono a una forte destabilizzazione dell’area, favorendo l’Iran, che riuscì ad espandere la propria influenza politica, strategica e militare. Gli U.S.A., spaventati, decisero di entrare in un conflitto che dura ancora ai giorni nostri. Una guerra che viviamo ancora attualmente. Noi cittadini ne risentiamo in particolar modo con l’inflazione e l’aumento vertiginoso del prezzo del petrolio, causato dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Edificio civile colpito da missile statunitense a Teheran, fine marzo

La seconda ragione, invece, consiste in una riduzione della nostra privacy e una minore sicurezza dei nostri dati personali. Infatti, gli Stati Uniti d’America proclamarono il “USA PATRIOT Act”. Questa legge influenzò molto l’Europa in quanto permise al governo e all’intelligence statunitense di ricavare informazioni sensibili dalle imprese americane. Infatti, sono in grado di richiedere, visionare e tracciare dati e messaggi. Sono di nostro uso comune servizi di posta elettronica, sistemi di lavoro e operativi in mano a queste aziende e ci colpiscono in modo diretto.

Il terzo elemento, inoltre, è di tipo geopolitico. La vulnerabilità all’atto di terrorismo evidenziò la debolezza della nazione. Questo favorì l’ascesa di Russia e Cina, che continuano ancora oggi ad avere un dominio globale.
La Cina è diventata il paese produttore più grande al mondo e ha diffuso gli oggetti “MADE IN CHINA”. La Russia, al contrario, detta il prezzo dell’energia che noi in Europa, specialmente in Italia, fatichiamo ad importare.

L’11 settembre, in aggiunta, rappresentò una svolta per le regole all’interno degli aeroporti. Si cominciarono a introdurre una serie di regole per i voli commerciali che tutt’oggi dobbiamo seguire per effettuare i controlli: body scanner, divieto di introdurre liquidi a bordo e obbligo di estrarre da bagagli a mano eventuali apparecchi elettronici come portatili e tablet. 

Infine, una delle conseguenze più evidenti è una profonda diffusione dell’islamofobia. Questa comporta pregiudizi, ostilità, esclusione sociale verso chi professa la religione islamica. Momento di svolta è stata l’elezione del politico musulmano e socialista Zohran Mamdani come sindaco della città di New York. Oltre ad essere di religione islamica, ha una visione molto differente dal radicato capitalismo americano. Ciò lo ha portato ad essere grande oggetto di discussione, soprattutto, durante la campagna elettorale e i primi giorni del suo mandato.

In conclusione, l’attacco del 11 settembre  rappresenta un fenomeno di importanza notevole con conseguenze, dopo ben 25 anni, ancora attuali.

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