ATTUALITA' ECONOMIA

Le elezioni USA del 2020

di Andrea Dalla Palma

“Gli Stati Uniti fanno sempre la cosa giusta, dopo che hanno esaurito tutte le alternative”
– Sir Winston Churchill, Primo Ministro britannico 1940-45, 1951-1955

Le 59esime elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America si terranno martedì 3 novembre 2020 e vedranno contrapposti il presidente uscente Donald Trump e l’ex vicepresidente del governo Obama, Joe Biden.

Le elezioni degli Stati Uniti non devono essere ritenute da noi cittadini d’oltreoceano come un qualcosa che non ci riguarda: è indiscutibile che, a seguito alla Seconda Guerra Mondiale e alla fondazione della NATO, gli Stati Uniti ricoprono un ruolo di leadership indiscussa in tutto l’Occidente. Ed è questo il nodo più importante delle elezioni USA. Il prossimo Presidente, chiunque esso sarà, influenzerà in maniera decisa le sorti e la linea politica, economica e militare occidentali (e non solo) dato che, nonostante alcuni ipotizzassero il contrario, nel mondo post-CoVid la globalizzazione senza regole conosciuta sino ad ora continuerà il suo naturale corso di vita. La scelta del Presidente è quindi un fatto importante che non riguarda soltanto gli statunitensi, bensì tutti noi.

Il sistema elettorale USA e i partiti politici

Il sistema elettorale USA è un sistema complesso e si basa prevalentemente sulla presenza di due grandi partiti: il Partito Democratico, d’ispirazione democratica e progressista – favorevole ad una politica economica a favore dei meno abbienti e per la concessione dei nuovi diritti civili – ed il Partito Repubblicano, di orientamento conservatore e liberale, favorevole alla libera impresa e alla tutela della tradizione. Oltre a questi due grandi partiti, spesso divisi in varie fazioni con idee differenti, vi sono alcuni partiti minori che elettoralmente sono irrilevanti.

Il Partito Democratico e il Partito Repubblicano organizzano circa un anno prima delle elezioni presidenziali, le cosiddette elezioni primarie, nelle quali vari esponenti dei partiti si candidano col fine ultimo di essere scelti come candidato ufficiale alla Presidenza, per il proprio partito di appartenenza. Ottenuta l’investitura, il candidato ufficiale inizia la propria campagna elettorale, scegliendo anche un candidato Vice Presidente: per i due candidati attuali, Joe Biden e Donald Trump, sono rispettivamente Kamala Harris e Mike Pence. Nel corso della campagna elettorale, i candidati hanno la possibilità di sfidarsi anche in svariati incontri televisivi (nel 2016 furono nel complesso 3, quest’anno ne sono stati svolti due).

Il giorno delle elezioni i cittadini statunitensi non votano il candidato che intendono eleggere Presidente: poichè la sua elezione è indiretta, verranno eletti i cosiddetti grandi elettori ossia i delegati dei cittadini che, riunendosi in Consiglio elettorale, eleggeranno il Presidente ed il Vice Presidente.

I candidati e le idee

DONALD TRUMP

Donald Trump (n. 1946) è il Presidente uscente, in carica dal 2017. Trump è un imprenditore miliardario che nel corso degli anni ha saputo ampliare un già ragguardevole patrimonio, investendo in tutti gli ambiti: dallo sport, all’edilizia (famosa la sua Trump Tower). Sposato con Melania, sua terza moglie, Trump ha militato in più partiti politici: dapprima Democratico, si è iscritto successivamente al Partito Repubblicano, di cui ha vinto le elezioni primarie nel 2016 e successivamente le elezioni presidenziali, battendo l’allora candidata democratica Hillary Clinton. Nel corso del suo mandato, gli USA hanno assistito ad una notevole crescita dell’economia (poco meno del 3% nel periodo pre-CoVid), ma anche ad accese proteste contro i modi e le idee dello stesso Trump.

Il pensiero politico ed economico di Donald Trump può essere sintetizzato come di seguito:

  • Sostegno alle fonti di energia rinnovabili e fossili, con l’obbiettivo di rendere gli Stati Uniti una nazione autonoma dai mercati di petrolio medio-orientali.
  • Rimpatrio di numerosi immigrati residenti negli USA clandestinamente e mantenimento della misura anti-terrorismo del 2017, che prevede il divieto ai cittadini di sette paesi musulmani di entrare negli Stati Uniti.
  • Negazione del cambiamento climatico e delle problematiche connesse all’ambiente.
  • Opposizione all’aborto, eccetto in casi eccezionali (per motivi di tutela della salute del madre o del bambino, incesto, stupro), con approvazione di una nuova legge pro-vita.
  • Favorevole al riconoscimento dei diritti LGBT a livello mondiale; contrario alla legalizzazione della marijuana per motivi ludici; favorevole alla pena di morte e al mantenimento delle attuali leggi USA in materia di armi.
  • Economicamente keynesiano, ossia favorevole alla libera iniziativa privata, con la presenza del ruolo dello Stato per il superamento dei fallimenti del mercato, sostenendo però che il ruolo statale debba essere limitato. E’ stato definito da molti un protezionista, a causa dei dazi doganali imposti nei confronti di altri paesi, durante il suo governo.

JOE BIDEN

Joe Biden (n. 1942) è il principale sfidante di Donald Trump alle elezioni del prossimo novembre. Biden è un docente universitario, iscritto al Partito Democratico sin dagli anni ’70; nella sua lunga carriera politica è stato Vicepresidente delle amministrazioni Obama (dal 2009 al 2017) ed è stato senatore degli Stati Uniti dal 1973 al 2009. E’ sposato, in seconde nozze, con Tracy Jacobs.

Il pensiero politico ed economico di Joe Biden può essere sintetizzato come di seguito:

  • Aumento del salario minimo a 15 dollari all’ora e approvazione di nuove leggi per l’applicazione dei diritti sindacali;
  • Investimenti in nuove moderne infrastrutture che rispettino i principi della green economy, in modo da tutelare l’ambiente.
  • Riduzione dell’inquinamento attraverso la messa a disposizione di incentivi per l’acquisto di automobili elettriche.
  • Regolamentazione dell’utilizzo delle armi, con l’intendo di limitare la loro circolazione e il loro facile acquisto.
  • Attuazione di una grande riforma per l’istituzione della sanità pubblica e promotoredi una politica economica volta a favore della “classe media“.
  • Economicamente progressista, ritiene infatti che, nonostante la libera iniziativa privata sia il fulcro del sistema economico USA, sia necessario un maggiore intervento dello Stato, soprattutto a favore dei cittadini meno abbienti.

Vi sono inoltre dei candidati con partiti minori come Jo Jorgensen per il Partito Libertario e Howie Hawkins per il Partito Verde.

Un pensiero personale

Le elezioni USA del 2016 – che videro contrapposti Hillary Clinton per il Partito Democratico e Donald Trump per il Partito Repubblicano – furono fra le più accese e al contempo imprevedibili della storia americana. Sebbene Clinton riuscì ad ottenere più voti di Trump, a causa del meccanismo elettorale USA, la vittoria finì al candidato repubblicano.

Queste elezioni si profilano tuttavia interessanti, non solo a causa del risultato inaspettato della precedente consultazione, ma anche a causa della pandemia da CoVid19 e delle tante tensioni economico-sociali esistenti in più parti del mondo. L’Occidente è in una profonda crisi culturale, politica ed economica e il prossimo Presidente degli Stati Uniti dovrà essere in grado di dialogare con tutte le potenze occidentali e globali, in modo da ricostruire quel dialogo comune che tanto manca. Temo, tuttavia, che in qualunque direzione andranno le elezioni, sino a quando non si deciderà di dare delle regole comuni alla globalizzazione e al mercato, la crisi dell’Occidente non si risolverà. La libera iniziativa economica è, infatti, il fulcro imprescindibile di una democrazia moderna, ma non può entrare in contrasto con i diritti dei popoli, come invece la globalizzazione ha dimostrato di fare, sfruttando non solo i Paesi in via di sviluppo ma anche i Paesi industrializzati.

Sic transit gloria mundi

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