SCUOLA

Premiazione delle Eccellenze

A volte per i nostri coetanei impegnarsi a scuola sembra essere una perdita di tempo. Basta avere il sei e superare l’anno, giusto? Che sfigati quelli che tentano in tutti i modi di avere una media pari o superiore all’otto! Che stupidi quelli che perdono tempo a partecipare a progetti extrascolastici, che rimangono a scuola fino a tardi! Sono dei pazzi!. 

Essere bravi ed eccellere in quello che si fa sembra che porti a essere colpevoli di qualcosa. Come se essere bravi fosse una condanna: solamente perché non è da tutti.

Non è da tutti pretendere da se stessi una certa media.

Non è da tutti eccellere in uno sport.

Non è da tutti prendere una certificazione di lingua straniera, inventare progetti utili alla comunità o passare concorsi di economia, di informatica o di relazioni internazionali.

Non è da tutti essere a capo di una redazione, andare alle nazionali in nome della scuola o diventare rappresentanti di istituto e cambiare le cose.

Non è da tutti avere una scuola che si fa in quattro per noi e organizza un evento per far capire a questi ragazzi che sono notati, che la scuola li ringrazia per impegnarsi così tanto, che i loro sforzi non sono vani ma vengono notati con orgoglio. 

La mattina del 28 ottobre ha permesso agli studenti dell’Einaudi e ai loro genitori di essere ripagati per gli sforzi compiuti. L’incontro in sala Da Ponte ha innescato negli studenti la voglia di impegnarsi il più possibile non per essere perfetti, per arrivare sempre primi, ma per dimostrare che la dedizione e la costanza nelle cose che facciamo tutti i giorni può portare a qualcosa di bello, come un riconoscimento come quello delle eccellenze, e l’orgoglio che ne deriva ci sprona a fare sempre meglio. 

Non per forza bisogna arrivare fino a lì: una volta che sappiamo di aver dato il nostro massimo, allora possiamo stare in pace con noi stessi e continuare a impegnarci ancora ogni nuovo giorno, per il nostro riconoscimento personale e non per forza quello della Dirigente.

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