ATTUALITA' SCUOLA

Sinceramente, volevo nascere menefreghista

Veronica Pontarollo

Hai molta rabbia repressa per via del bullismo sottile a cui ti sottopongono i compagni di classe, o altre mandrie di idioti, e non sai come sfogarti, a parte spaccarti di cibo-consolatorio? Leggi questo articolo e vedrai che diventeremo subito amici.

Premessa: non sono una psicologa, nè ho studiato i comportamenti dei bulli, però mi sono fatta un’idea su questi e voglio provare a condividerla in maniera leggermente ironica, per far ridere ma anche riflettere chi di voi ne è vittima.

QUALCHE INFORMAZIONE SEMISERIA DI BASE

Partiamo col dire che per questioni di praticità dovrò chiamare questi esseri che vivono di prese in giro, bulli. Ma sappiate che per me non sono degni di essere chiamati in nessun modo.

Molte volte ti chiedi:

perché attaccano proprio te, che sei la persona più pacifica del mondo? perché ti deridono quando metti il cappello peloso con le orecchie? perché ti fanno notare ogni tuo difetto portandoti a crisi di nervi (o di pianto a seconda della situazione)?

DIVERTIMENTO. E anche bisogno di approvazione, sicuramente non da te che sei la vittima, ma da parte dei compagni di classe/amici (o anche da qualche adulto) da cui si sentono ignorati.

E non lo fanno perché TU hai qualche problema, ma perché LORO ne hanno troppi.

Poi mi sono sempre chiesta. Ma riescono a credersi degli dei scesi in terra anche senza una banda di cani fedeli dietro? Molto semplicemente NO. Perché senza qualcuno che rida delle sue battute, il dio supremo (o bulletto insicuro, per capirci ) non è nessuno. E fa sicuramente più male vedere tante dita puntate contro di te, invece che una sola.

Allora, meglio circondarsi di amici cafoni no? Altri palloncini gonfiati del loro ego. Tutti insieme appassionatamente.

COME FREGARSENE, o provarci almeno?

SITUAZIONE: ti sei messo la tua maglia preferita con il panda sorridente e il genio di turno se ne esce con: “poveraccio, sfigata, fai sboccare, ma cosa ti metti?!”. Tu, preso dallo sconforto, ti rifugi in bagno a piangere per non apparire debole. Ecco, questa corsa verso il bagno è proprio quello che non devi fare.  

1.Smonta ogni ideale di debolezza che si sono fatti di te, guardali negli occhi e fagli vedere che quella zucca vuota che si ritrovano come testa non ti fa né caldo né freddo, anche se non è così!

2. Non rivelare le tue emozioni e magari non girarti nemmeno a guardarli. Loro si chiederanno perché non sono più così simpatici, perché non ti fanno più effetto e saranno meno sicuri di loro stessi.

3. Se ti senti abbastanza coraggioso/a, ad una frase tipo: “ma dove compri robe del genere?” tu rispondi “Oh beh, dai cinesi sotto casa per cinque euro, vuoi il buono sconto?”. E nel momento in cui saranno più interdetti non indugiare oltre, sorridi e zampetta via.

Altre volte ti sembra che abbiano fatto una ricerca in Wikipedia su di te, tanto da conoscere ogni tuo punto dolente? Stringi forte i pugni, isola la mente come se ti chiudessi in una bolla. E poi lontano da loro, tra le braccia di un amico, o lanciando qualche piatto, sfogati.

Non peggiorare la tua stabilità mentale punendoti perché sei debole. è inevitabile che tu prova emozioni.

Se ti convinci che lo fanno solo per accettare sé stessi, per dare un senso alle loro giornate, proverai solo compassione. Altro che paura.  

LA MIA ESPERIENZA

Alle elementari ero (molto modestamente) una delle più brave della classe. Prendevo iniziative. Mi facevo avanti. Decidevo i giochi della ricreazione e questo mio essere attiva ed euforica ha attirato commenti e risolini sprezzanti da parte di un gruppetto, composto tra l’altro anche dalle mie amiche, che mi prendeva in giro per questo. “Maestrina” mi chiamavano. E io, con le mie risposte taglienti, li facevo scappa… ah no aspetta, io piangevo.

Alle medie invece ero un po’ per le mie. Avevo amiche super fighe ed estroverse mentre io, se parlavo con qualcuno che non fosse un compagno di classe o conoscente, chiacchieravo con il muro, oppure fissavo il nulla aspettando che qualcuno mi notasse.  Non ero proprio asociale in verità, con le persone come cugini, con i quali ho un bellissimo rapporto, o con la mia famiglia in generale, divento veramente una pazza estroversa. Comunque, l’unica mia diversità, a parte la passione per i Pokémon, era essere me stessa. Mi sono sentita diversa sicuramente. Ho accantonato me stessa per piacere agli altri di certo. Il giudizio (che associo ad un tribunale della morte) mi ha fatto male; ma che diamine! Non sono mica un Machamp selvatico, Pokémon con quattro braccia che senza sentimenti smuove la terra e fa piovere rocce! Io ho un cuoricino che ha bisogno di amore.

Sono stata fortunata che col passare del tempo la mia forza di volontà abbia deciso di risvegliarsi dal letargo e sono riuscita a sviluppare un certo comportamento verso questi sciacalli…scusate, questi bulli. Calma piatta, sguardo assassino pieno di ribrezzo (che ammetto di aver perfezionato negli anni) seguito da una girata di spalle nel mentre che mi ripeto: “Non meritano il mio tempo e le mie parole” “non meritano il mio tempo e le mie parole” “meriterebbero quattro ceffoni ma non sono aggressiva…credo”.

PROPRIO NON RIESCI A FARTI SCIVOLARE ADDOSSO I COMMENTI, manco fossi ricoperto di colla?

Potresti vincere il premio Oscar per il miglior autolesionista dell’anno con tutte le colpe che ti dai quando vieni preso di mira?

Va bene farsi due domande, grazie alle quali magari ci rendiamo conto di qualche nostro comportamento non molto carino. Mi sembra ovvio che tutta la classe ti si rivolti contro quando dici al prof che c’erano compiti, nonostante tutti lo avessero negato fino alla morte un attimo prima. E bisogna dire che va bene chiedersi il perché di questo odio verso di noi, ma non sempre si trova una risposta e questo può solo voler dire che non c’è nulla di sbagliato da cambiare. Dobbiamo essere meno duri con noi stessi.

Se proprio non ti esce dalla testa quel dito puntato contro di te, al posto di farti i complessi, immagina mentre lo afferri con i denti e glielo stacchi. Potrebbe funzionare.

PENSIERI FILOSOFICI, (semi noiosi)

La vita è UNA. Solo UNA. (a meno che tu non creda nella reincarnazione, quello è un altro discorso) Vivila al meglio che ti è possibile. Allontana chiunque ti faccia sentire un escremento dimenticato da madre natura e circondati di altri pazzi simili a te, vivendo la vita con passione e serenità. Perché ci sono così tante ingiustizie e prove dure da superare nel corso della crescita che se tu dessi seria importanza ai mentecatti della tua adolescenza, non faresti due passi nella vita senza crollare subito dopo.

FINALE DI GRANDE EFFETTO

Vivremo nel pianeta più felice della galassia se ci accettassimo l’un latro senza pregiudizi? Certo. Peccato che nella realtà il male si incarna nelle persone come una brutta malattia e per questo finiremo per ucciderci tutti a vicenda…;) Nascere menefreghista mi avrebbe aiutato con  i giudizi? Probabile. È troppo tardi per diventarlo? Non penso. L’unica cosa di cui sono certa adesso è che…non me ne frega più niente.

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E VOI? Vi sentite più un Pokémon senza emozioni, un gattino indifeso o vostra nonna sorda che nonostante le prese in giro per il pannolone, sorride e annuisce? Scrivicelo qui sotto con un commentino!

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Le cose che mi rendono diverso, sono quelle per cui sono me stesso.

Pimpi in Winnie the Pooh.

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5 Comments

  1. Matteo Refosco says:

    Grandissima Veronica, bellissimo articolo. L’idea di affrontare in stile ironico un temo così serio come il bullismo è geniale… Aggiungerei una sola cosa… non chiamerei menefreghismo l’atteggiamento verso chi ti deride, ma consapevolezza che “Tu si que vales”.

    Un forte abbraccio

  2. Lorenzo Crestani says:

    Veramente appassionate leggere questo bellissimo articolo, la lettura di un argomento così delicato con questa chiave ironica è veramente stupendo. Hai tutta la mia stima!!!

  3. D’Urso Massimiliano says:

    Beh che dire… innanzitutto volevo ringraziarti per avermi segnalato l’articolo.
    La chiave di lettura del tema è sicuramente alternativa e quantomai azzeccata, nonché oltremodo apprezzata.
    Direi che il tuo contributo potrebbe essere adoperato come manifesto contro il bullismo.
    Struttura argomentativa coinvolgente, consigli utili e carattere. Il tutto abbellito dal fatto che possiedi ottime capacità espressive. Tono quasi volutamente corrivo.
    Insomma, per farla breve, l’articolo è fatto veramente molto bene!
    Brava!

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